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Open Credit. Sarà vero cambiamento?


Un po' di tempo fa, ero con il Sig. Rossi che disse: “…allora lo dondoli!”.


Il 2021 sembra portare nuovi cambiamenti, come l’entrata in vigore della direttiva europea che rende più semplice e affidabile per le banche l’analisi del profilo creditizio dei potenziali clienti.


In che senso? Come funziona? Sarà più facile essere finanziati?


Quello che sta accadendo sono gli effetti dell’introduzione della PSD2, che in uno scenario economico come quello che stiamo vivendo, fornisce alle banche strumenti per esaminare con grande cura il profilo creditizio di chi chiede un finanziamento.


Quale è l’altra faccia di Giano? Che il cliente apra i suoi cassetti.


Andiamo per ordine. La Commissione Europea con la PSD2 ha imposto alle banche di aprire a terze parti autorizzate le “porte” dei conti e dei dati in loro possesso. Ciò consente ai clienti delle banche, sia privati che aziende, di utilizzare provider di soggetti non bancari (o Operatori Terzi) per gestire le proprie finanze e le operazioni di pagamento, e per accedere alle informazioni sui propri conti anche se si trovano in banche diverse.


Perché l’UE ha introdotto la PSD2?


Ci hanno spiegato che questa normativa va nella direzione di creare condizioni di parità ed un ambiente bancario più democratico; per aumentare la concorrenza e l’innovazione nel mercato tra gli Stati membri; per rafforzare la protezione dei consumatori e migliorare la sicurezza dei pagamenti su internet e l’accesso al conto.


In sostanza con la PSD2 si concretizza il concetto di Open Banking grazie all’apertura delle API bancarie (Application Programming Interface) a soggetti terzi autorizzati, che possono così accedere in sicurezza ai dati della banca e proporre nuovi servizi e prodotti innovativi e focalizzati sull’utente e le sue esigenze. Le banche entrano così in competizione non solo con le banche ma con chiunque offra servizi finanziari.



Ma la novità principale della PSD2 riguarda probabilmente i dati contenuti nelle transazioni. Le banche tengono traccia di tutto ciò che facciamo con i nostri soldi, sanno come li spendiamo, se chiediamo o diamo un prestito, quanto spendiamo in bollette, rate del mutuo, viaggi, caffè...


L’Open Banking, attraverso le API aperte, consente di trasmettere queste informazioni complete a terze parti che possono così entrare nel mercato finanziario superando le “pesantezze” della burocrazia e dell’infrastruttura tipica delle banche tradizionali, e creare nuovi prodotti e servizi moderni orientati alle esigenze dei clienti.


Al momento se hai due conti in due banche diverse puoi esaminarli e gestirli separatamente perché i due sistemi sono incompatibili. Grazie all’Open Banking abilitato dalla PSD2 saremo in grado di aggregare e gestire le carte su un’unica dashboard anche avendo due o più conti su banche diverse. Vengono anche abilitati strumenti che analizzano il comportamento di spesa, trovano offerte competitive per i servizi e permettono di spostare denaro da un conto all’altro con un clic.


Ma tutto ciò è vero cambiamento? Oppure cediamo ancora una volta autonomia, indipendenza, riservatezza…e cxxxi miei?


Come detto molti anni fa ero con un cliente in una banca. L’imprenditore era a capo di un’azienda florida e finanziariamente a posto, lavorava con 4 istituti bancari, che voleva gestire nel seguente modo: per 6 mesi lavorava con 2 banche e le altre le lasciava “scariche” – quindi non usufruiva o usava poco le linee di credito messe a disposizione; successivamente faceva il contrario, con l’obbiettivo chiaro di migliorare le condizioni…ma anche di farsi un po' desiderare (sappiamo quanto certi aspetti a volte sono fonte di ispirazione).


Quindi stiamo trattando una operazione con l’ufficio estero e prima di salutarci arriva il Direttore e dice “Sig. Rossi va tutto bene…ma vede il suo conto negli ultimi mesi non è movimentato…”.


Risposta del mio cliente: “Direttore mi scusi, se non è movimentato…. allora lo dondoli!”.


Non vorrei perdere l’unicità e la perfezione di questo momento.



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