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SERVICE TRADE RESTRECTIVES INDEX: se nessuno ne parla

⌘ Overview:

Se dovessi seguire la tendenza della Comunicazione di questi ultimi anni che sembra indirizzata e misurata in ‘like”, forse non scriverei l’Overview di oggi, specialmente nel clima italiano dell’ultimo mese, perché vuole porre all’attenzione il tema di come sta andando l’indice STRI ( Service Trade Restrectives Index) a livello globale, e quindi una panoramica su come siamo posizionati per le correnti restrizioni a quel commercio che dovrebbe far ripartire l’economia.


Le restrizioni al commercio dei servizi sono aumentate nel 2020, aggravando lo shock economico del COVID-19 L'ultima ricerca dell'OECD del 9/2/2021 mostra che il ritmo delle nuove barriere al commercio di servizi sta accelerando in tutti i principali settori. L'abolizione delle restrizioni sarà fondamentale per una forte ripresa. Come leggerete nel Rapporto, ob torto collo, passi sono stati fatti dalla maggioranza dei Paesi in risposta alla attuale pandemia, ma è importante conoscere come implementare questa strada e leggere chiaramente lo spostamento di alcuni assi commerciali nei servizi che inevitabilmente ne consegue..


Riprendo:

09/02/2021 - The global regulatory environment for services trade became more restrictive in 2020, with new barriers compounding the shock of the COVID-19 pandemic on exporters, according to a new OECD report “ OECD Services Trade Restrictiveness Index (STRI): Policy trends up to 2021”[ scarica qui in basso il pdf del Report Completo] shows an increasing pace in the erection of new barriers to services trade across all major sectors. New restrictions are affecting services traded through a range of commercial establishments, in sectors including computer services, commercial banking and broadcasting. Global services trade fell by 24% in the third quarter of 2020 compared to a year ago, a small uptick from the 30% year-on-year decline registered in the second quarter.


oecd-stri-policy-trends-2021
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While the overall trend was toward greater restrictiveness, governments around the world did lower barriers to cross-border digital trade in 2020, as part of the overarching policy response to the COVID-19 pandemic. More facilitation measures for digital trade were issued than in previous years, helping remote working and online business operations.

The report, which covers services trade regulations in 48 countries, representing more than 80% of global services exports, identifies top performers in terms of regulatory best practices, including Czech Republic, Latvia, the Netherlands, Japan, Lithuania and the United Kingdom. It also highlights recent reform efforts in Brazil, China, Iceland, Indonesia and Kazakhstan.

National and collective action to ease barriers to services trade can reduce trade costs for firms that provide services across borders. On average across sectors and countries, services trade costs could decline by more than 15% after 3-5 years if countries could close half of the regulatory gaps with best performers. An ambitious services trade agenda, including new services market access commitments in comprehensive trade and investment agreements, can drive such gains, the report said”


Gli ostacoli al commercio globale di servizi, tuttavia, rimangono pervasivi poiché le politiche commerciali e normative nazionali nei singoli settori dei servizi sono spesso realizzate con scarsa considerazione per gli impatti a livello di economia.


Lanciato nel 2014 e aggiornato annualmente, l'indice di restrizione al commercio (STRI) è uno strumento basato su prove. Fornisce informazioni sulle normative che interessano il commercio di servizi in 22 settori in tutti i paesi membri dell'OCSE e in Brasile, Repubblica popolare cinese , Costa Rica, India, Indonesia, Kazakistan, Malesia, Perù, Federazione Russa, Sud Africa e Thailandia. Per capirci…questi paesi e settori rappresentano oltre l'80% del commercio mondiale di servizi.


Se l’intento ambizioso c’è quindi, il percorso per importanti ricadute ha un respiro medio-lungo. Meglio conoscerlo questo indice e seguire le evoluzioni dei servizi, soprattutto informatici, tecnologici, di coordinamento e governance, che sempre in maggior larga misura faranno parte della vita post-covid19 delle Imprese.

⌘ La Practice:

I servizi sono una parte importante dell'economia globale, generando più di due terzi del prodotto interno lordo (PIL) globale, attirando oltre i tre quarti degli investimenti esteri diretti nelle economie avanzate, impiegando la maggior parte dei lavoratori e creando la maggior parte dei nuovi posti di lavoro a livello globale. I servizi sono sempre stati scambiati. Il trasporto internazionale è antico quanto il commercio stesso e poco dopo sono seguiti i servizi finanziari e assicurativi.


Nel tempo, i progressi nella tecnologia della comunicazione hanno portato nuovi servizi nell'economia globale, basti pensare all’evoluzione dei servizi legali, ingegneria, governance e management consulting, servizi informatici e telecomunicazioni, solo per citarne alcuni. L'Accordo generale sul commercio dei servizi (GATS) dell'Organizzazione Mondiale del Commercio norma le regole ai mercati dei servizi. Definisce i servizi come una transazione tra un residente e un non residente. A seconda della presenza territoriale del fornitore e del consumatore al momento della transazione, l'accordo classifica il commercio di servizi in base al modo in cui vengono forniti, noti come "modi di fornitura".


Non esiste un settore dei servizi, ma molti servizi con diversi modelli di business, sfide della concorrenza e quadri normativi. Per massimizzare i vantaggi che la tecnologia ha portato, una riforma delle politiche mirate deve identificare i principali colli di bottiglia e un parametro di riferimento per la regolamentazione delle migliori pratiche.


L’analisi di questo indicatore, oltre il tavolo degli addetti, non è inclusa generalmente nel cruscotto aziendale delle Medie e PMI di servizi e/o esportatrici, né in quelle dal mercato nazionale ma che hanno una supply chain di processo o di prodotto importante per il loro processo produttivo e prodotto. Dovrebbe esserlo.



La produzione moderna è un forte utilizzatore di input di servizi e la sua competitività si basa sull'accesso a fornitori all'avanguardia al miglior prezzo. Il database OECD Trade in Value Added (TiVA) mostra che i servizi rappresentano oltre il 50% del valore aggiunto nelle esportazioni lorde e oltre il 30% del valore aggiunto nelle esportazioni di beni manifatturieri - i servizi sono profondamente radicati nei beni manufatti oggetto di scambio nel nostro attuale sistema.

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