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Public-Private Partnership uno strumento per la Ripresa(II parte)

In un’epoca in cui le risorse a disposizione sono scarse e soggette a riduzioni e vincoli sempre più stringenti, il Partenariato Pubblico Privato rappresenta per le autorità pubbliche un’importante possibilità per finanziare, costruire, rinnovare e sfruttare infrastrutture o servizi e, pertanto, favorire il rilancio dell’economia; per le imprese private l’accesso a grandi opere e quindi grandi business.



Cerchiamo qui di illustrare le principali caratteristiche ed elementi del Partenariato Pubblico Privato, evidenziando le criticità di un fenomeno che, pur caratterizzato da grandi margini di sviluppo e da un importante aumento sul piano della domanda, evidenzia una forte necessità di maturazione e crescita sul piano della concretezza realizzativa e, soprattutto, bisogno di nuove competenze, formazione, esperienze.


Quali sono gli elementi cardine di un’operazione di PPP?

La valutazione del rischio operativo – quindi del suo trasferimento - è uno degli aspetti chiave di un contratto di Partenariato. Esso comprende il rischio di costruzione, il rischio di domanda e il rischio di disponibilità e rappresenta il tipo di rischio che deriva da fattori esogeni, al di fuori del controllo delle parti: si differenzia pertanto da rischi quali quelli legati ad una cattiva gestione o ad inadempimenti contrattuali da parte dell’operatore economico. In un PPP, il rischio operativo può essere completamente trasferito all’operatore economico oppure è prevalentemente trattenuto dal concedente, ma esistono anche forme miste.


D’altra parte l’equilibrio economico-finanziario di un progetto di PPP rappresenta il presupposto per una corretta allocazione dei rischi tra le parti: esso è illustrato all’interno del Piano Economico Finanziario (PEF), cioè il documento che esplicita i presupposti e le condizioni di base che determinano l’equilibrio economico-finanziario degli investimenti e della connessa gestione per l’intera durata del contratto. Il PEF si sviluppa attraverso un sistema che permette di valutare la convenienza economica di un progetto d’investimento, la capacità del progetto di rimborsare il debito e di remunerare il capitale di rischio (quello che normalmente viene fatto per valutare un Business Plan). Il PEF costituisce, inoltre, lo strumento che consente di stimare la redditività del progetto, giustificando l’entità di tariffe o di canoni proposti, nonché l’eventuale necessità di contributi pubblici in conto investimenti a fronte della realizzazione del progetto.


Le principali forme di PPP possono essere suddivise in quattro diverse tipologie:


1. Gestione e accordi operativi

La parte pubblica stipula un contratto con una società privata per l'implementazione di determinati servizi o azioni; - la parte privata è pagata da un canone fisso

- generalmente a breve termine (2-5 anni)

- la parte pubblica si assume il rischio della condizione patrimoniale.

Gli accordi possono essere basati sulle prestazioni, obbliga il privato a mantenere i beni e ad assumersi alcuni rischi operativi.


2. Contratti di locazione

Il soggetto pubblico in qualità di proprietario dei beni contratta una società privata in qualità di operatore. Una parte dei proventi dell'operazione viene restituita dalla società privata all'appaltatore pubblico, il restante è trattenuto dall'operatore.

Di solito il canone di locazione è fisso, l'operatore privato si assume il rischio sulla riscossione dei servizi.

L'appaltatore pubblico rimane responsabile del finanziamento e della gestione degli investimenti.

Durate contrattuali usuali di 8-15 anni


3. Concessioni

La parte pubblica conferisce a un "concessionario" privato il diritto a lungo termine di utilizzare tutti i beni conferiti al concessionario, inclusa la responsabilità per le operazioni, la manutenzione e alcuni investimenti.

Il concessionario si assume il rischio della condizione del bene e il rischio di impresa.

Durate contrattuali abituali di 25-30 anni.


4. Build Operate Transfer (BOT) – tipo di concessione

L'appaltatore privato riceve una concessione dall'ente pubblico per finanziare e costruire l'utilità o il sistema e gestirlo commercialmente fino alla fine del periodo del progetto. Successivamente l'appaltatore pubblico rileva la struttura. L'operatore privato ottiene le sue entrate solitamente dall'appaltatore pubblico.

L'ente privato sopporta una parte sostanziale del rischio.

Durate contrattuali a lungo termine di 25-30 anni.

Tipicamente utilizzato per sviluppare un asset generalmente nuovo (greenfield).


Quali sono le maggiori criticità?


Nel Public-Private Partnership una forte criticità è riscontrabile nella formulazione delle proposte e dei bandi gara, nella costruzione dei progetti e nella gestione dei rapporti complessi tra soggetti pubblici e soggetti privati: serve una cultura nuova, serve un nuovo sforzo formativo, servono modelli standardizzati da utilizzare e seguire, servono professionisti e tecnici preparatati, anche nelle amministrazioni locali.


Poi una forte criticità riguarda l’attribuzione del rischio imprenditoriale, vero nodo del PPP e soprattutto del PF: l’equilibrio, la misura per la definizione dell’interesse pubblico e dell’interesse privato, la reale capacità da parte del soggetto privato di assumere il rischio dell’attività avviata. Questo è un piano sul quale intervenire in termini progettuali ed affidato a strutture altamente professionalizzate.


Infine una criticità deriva dalla cultura imprenditoriale legata al mondo delle opere pubbliche e delle costruzioni: costruire e vendere, più che ideare e gestire, sono stati sino a ieri i “core business” delle imprese in genere.


Il PPP è un nuovo modo di stare sul mercato e di programmare le redditività, un nuovo modo rispetto al quale l’impresa deve crescere culturalmente ed a livello organizzativo.


E’ una opportunità.

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