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I grandi gruppi aprono alle criptomonete e le sdoganano


L’altro giorno il Bitcoin ha superato i 50 mila USD (un anno fa era sotto 10mila), ma in generale dall’inizio della pandemia il valore delle criptovalute ha visto un’impennata. Sembra ci sia stato un cambio di passo, infatti il Bitcoin è entrato nei portafogli tradizionali come riserva di valore.

Certamente il balzo è stato quando Elon Musk con Tesla ha acquistato Bitcoin per un valore di 1,5 miliardi di dollari, ma il panorama è più ampio.


Tesla è entrata con decisione nel mercato dei Bitcoin quando, giorni fa, ha inviato una comunicazione alla Sec, l’organismo di controllo della borsa statunitense, in cui annunciava di aver acquistato Bitcoin per un valore di 1,5 miliardi di dollari, con l’obiettivo di: “Dare più flessibilità, diversificare e massimizzare i ritorni del proprio capitale”. L’azienda ha dichiarato di avere intenzione di accettare la criptovaluta anche come metodo di pagamento per le proprie auto elettriche, seppure, almeno in una fase iniziale, adeguandosi alle leggi dei singoli Paesi e in maniera limitata. Con questa scelta Tesla diventerà la prima casa automobilistica su scala globale ad accettare pagamenti in Bitcoin. Nella sua comunicazione alla Security Exchange Commission ha in ogni caso messo in guardia gli investitori sulla volatilità caratteristica dei Bitcoin.

Dopo PayPal e Visa, anche Mastercard è pronto ad aprire alle cryptocurrencies, lo ha scritto il 10 febbraio 2021 in una nota ufficiale sul blog aziendale Raj Dhamodharan, Executive Vice President, Digital Asset & Blockchain Products e Partnerships. In particolare il top manager di Mastercard ha fatto capire che lo scopo dell’iniziativa non è consigliare agli utenti di usare le criptovalute, ma permettere loro di gestire i pagamenti come preferiscono. “Qualunque sia la tua opinione sulle criptovalute – ha specificato – resta il fatto che queste risorse digitali stanno diventando una parte più importante del mondo dei pagamenti…”.

Ma anche player di altri settori hanno annunciato in questi giorni l’ingresso nel mercato: la storica Bank of New York Mellon garantirà il deposito di Bitcoin per i suoi clienti. Un’intenzione analoga arriva da Deutsche Bank. Morgan Stanley vuole investire direttamente in Bitcoin.

Amazon sarebbe pronta ad accettare pagamenti in Bitcoin.

Bank of New York Mellon è la più antica banca americana e anche la maggiore banca depositaria al mondo, ha detto che si è mossa per rendere più facile per i clienti l’utilizzo delle criptovalute annunciando il lancio di una nuova unità denominata “Digital asset”, che dovrebbe essere operativa entro l’anno. Si occuperà della custodia, del trasferimento e dell’emissione di Bitcoin e altre criptovalute per i clienti istituzionali.


Con il suo ingresso nell’universo Bitcoin la criptovaluta viene in qualche modo sdoganata per tutto il mondo dei servizi finanziari.

Infine Deutsche Bank (DB) intende fornire un servizio di custodia per le grandi istituzioni finanziarie che vorranno investire nelle criptomonete. L’istituto fornirà un servizio di custodia, Deutsche Bank Digital Asset Custody: una piattaforma digitale per i clienti istituzionali per conservare i propri asset digitali. Inoltre DB punta alla realizzazione di una piattaforma di trading dei token per unire gli asset digitali con i servizi bancari tradizionali.

Quindi ci siamo, le criptovalute sono state sdoganante. Il futuro è ora e l’innovazione tecnologica – a noi tanto cara – è qui, presente.


Lasciate perdere poi che per aprire un conto corrente ci vogliano ancora 30 firme su carta e 40 giorni (è successo a novembre), è solo una questione momentanea…si, anche per l’abilitazione della carta di credito, dopo aver proceduto a tutte la autorizzazione PSD2, serva la firma su carta direttamente in banca, questi sono solo refusi e pessimismi.

Le criptomonete sono una realtà.

Il mondo imprenditoriale deve prenderne atto, perché potrebbe essere un vantaggio competitivo rilevante per chi si muove per tempo.

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