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LA SEMPLIFICAZIONE DELL’IDENTITA’ DIGITALE

Il recente Decreto Semplificazione e Innovazione digitale (D.L. 76/2020) ha stabilito all’art. 24 (il cui testo non si distingue esattamente per un esempio di semplificazione) che dal 1° marzo 2021 le pubbliche amministrazioni dovranno consentire l’accesso ai propri servizi digitali oltre che con la SPID (Sistema Pubblico d’Identità Digitale) anche con la CIE (Carta d’Identità Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi), e dalla medesima data l’Agenzia delle Entrate non rilascerà più nuove credenziali Fisconline mentre quelle in essere funzioneranno fino al 30 settembre 2021.


Dunque tutto semplice e fruibile? Ni. Sicuramente la volontà di modernizzare l’approccio ai servizi della pubblica amministrazione è lodevole oltre che doverosa nel 2021 ma come spesso accade l’innovazione porta con sé anche un po’ di confusione e disorientamento almeno nella fase iniziale.


Infatti non bisogna dimenticare che i tre strumenti messi a disposizione dei cittadini per accedere agli uffici digitali, oltre ad avere sigle probabilmente prive di significato ai più, nascono in tempi diversi:


· la CNS contiene un certificato digitale ed è rappresentata da una chiavetta USB o da una smart card (che ha bisogno di un apposito lettore) emessa, per esempio, dalle Camere di Commercio e dalle Regioni, è predisposta per essere utilizzata anche come Tessera Sanitaria (nasce così la TS-CNS) quando emessa dalle Regioni ed è utilizzata anche come strumento di firma digitale;


· la SPID è stata istituita nel 2014 per accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti, con una coppia di credenziali (username e password) personali.


· la CIE, istituita nel 2015, si sta diffondendo rapidamente (sono già 19 milioni quelle emesse) a mano a mano che quelle precedenti giungono a scadenza . Si legge sul sito del Ministero dell’Interno che “grazie alle sue caratteristiche di sicurezza, versatilità e interoperabilità, non è solo un documento di riconoscimento ma è soprattutto una chiave d’accesso rapida e sicura con cui attivare un dialogo sempre più diretto ed efficace con la pubblica amministrazione”. E’ emessa dal Ministero stesso e realizzata dal Poligrafico e Zecca dello Stato “con i più alti standard tecnologici”;


C’è poi la CieID che altro non è che un’app sviluppata dal Poligrafico e Zecca dello Stato per l’accesso, mediante la Carta d’identità elettronica (CIE 3.0), ai servizi delle PP.AA. italiane e ai servizi erogati dagli stati membri dell’Unione Europea.


Non c’è dubbio che in futuro andrà operata una razionalizzazione (o meglio una “semplificazione” della semplificazione in corso) di tutti questi strumenti ma quello che conta è l’accelerazione che si vuole dare ai servizi online e quindi ben venga la SPID in attesa che siano rinnovate tutte le carte d’identità in circolazione.


Resta una considerazione per un Paese come quello italiano la cui popolazione ha l’età media fra le più alte al mondo se non la più alta: i nostri nonni hanno dimostrato di saper utilizzare il telefono cellulare se non anche lo smart phone, sapranno adeguarsi a questa nuova rivoluzione tecnologica facendo a meno di fare le classiche file agli sportelli?


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