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TELELAVORO E LAVORO AGILE: SOLUZIONI DIVERSE MA ENTRAMBE PIU’ ACCESSIBILI OGGI

Nel corso del 2020 tutti noi abbiamo imparato a familiarizzare con questi termini, anzi per il secondo concetto forse ancora più usato è stato ed è smart working, ma è bene precisare che non sono sinonimi, anche se si sovrappongono, poiché inquadrano fattispecie differenti.


Entrambi indicano il lavoro che il dipendente svolge da casa senza recarsi in ufficio ma si basano su presupposti diversi: il telelavoro è una soluzione di lungo termine, se non definitiva, che presuppone un accordo contrattuale tra il dipendente ed il proprio datore di lavoro con dotazione di strumenti informatici e telematici; lo smart working indica invece una soluzione agile e temporanea da sfruttare in diverse circostanze e luoghi senza tuttavia diventare definitiva o duratura con l’utilizzo in genere di dotazioni informatiche nella disponibilità del dipendente.


Inoltre il lavoro agile è stato lo strumento con il quale anche i lavoratori autonomi hanno cercato di sopperire alla mancanza di contatto fisico con i propri clienti cui l’improvviso tsunami che ha sconvolto le vite di tutti noi li ha costretti.


Assimilabile al lavoro agile è anche la didattica a distanza: le dotazioni domestiche e telematiche di buona parte delle famiglie hanno consentito e stanno consentendo ai figli in età scolare di seguire le lezioni da remoto.


Sicuramente il fatto che in Italia ci siano 80 milioni di smartphone su una popolazione di 60 milioni di residenti con quasi 50 milioni di persone online ogni giorno e il 76% delle famiglie che dispone dell’accesso a internet (dati Istat 2019) ha fatto si che l’impatto dell’essere “chiuso in casa” sia stato parzialmente mitigato.


Ma cosa sarebbe successo se questa disgrazia fosse avvenuta dieci o quindici anni fa?


Addirittura per il lavoro amministrativo sarebbe stato molto più problematico appena due anni fa senza l’introduzione della fatturazione elettronica. Nel 2010 appena una famiglia su due disponeva dell’accesso telematico mentre oggi abbiamo detto che il rapporto è di tre su quattro.


Indubbiamente la facilità di accesso alle tecnologie telematiche e la loro diffusione hanno favorito questo processo di smaterializzazione delle fabbriche o dei luoghi di lavoro in genere che probabilmente porterà ad un cambio di paradigma duraturo nella cultura aziendale e nel rapporto di lavoro tra azienda e collaboratori.


La dematerializzazione richiede un sforzo maggiore ma la crescente disponibilità di applicazioni innovative dimostra che la tecnologia è pronta a sostenere questo cambiamento e che forse eventuali ritardi od ostruzioni sono più di natura culturale.


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